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APPENDICE
Accordo in 17 punti tra il
Governo Centrale della Cina ed il Governo locale del Tibet per la
“pacifica liberazione” del Tibet, 23 Maggio 1951.
La nazionalità tibetana è una delle
nazionalità dalla lunga storia che esistono entro i confini della
Cina e, come molte altre nazionalità, ha assolto il suo glorioso
compito nel corso della creazione e dello sviluppo della nostra
grande patria. Ma per tutti gli ultimi cent’anni e più, le forze
imperialiste penetrarono in Cina e, di conseguenza, anche nella
regione tibetana, con ogni sorta di inganni e di provocazioni. Come
i precedenti governi reazionari, il governo reazionario del
Kuomintang continuò ad attuare una politica di oppressione e di
disunione del popolo tibetano ed il governo del Tibet non si oppose
agli inganni ed alle provocazioni imperialiste, ma adottò un
atteggiamento antipatriottico verso la grande patria. In queste
condizioni, la nazionalità ed il popolo tibetano furono sprofondati
negli abissi della schiavitù e delle sofferenze.
Nel 1949 la vittoria decisiva venne
riportata su scala nazionale nella guerra di liberazione del popolo
cinese; il comune nemico interno di tutte le nazionalità – il
governo reazionario del Kuomintang – ed il comune nemico straniero
di tutte le nazionalità – le aggressive forze imperialistiche –
furono scacciati. Su questa base, venne proclamata la fondazione
della Repubblica popolare di Cina e la costituzione del governo
popolare centrale. In conformità al programma comune adottato dalla
Conferenza politica consultiva del popolo cinese, il governo
popolare centrale dichiarò che tutte le nazionalità entro i confini
della Repubblica popolare di Cina sono eguali, che esse debbono
unirsi e prestarsi reciproco aiuto, debbono opporsi all’imperialismo
ed ai loro nemici, affinché la Repubblica popolare di Cina diventi
una grande famiglia composta da tutte le sue nazionalità, in cui
dominino la fratellanza e la cooperazione. Nell’ambito della grande
famiglia di tutte le nazionalità della Repubblica popolare di Cina,
una autonomia per le nazionalità locali deve essere concessa nelle
zone in cui le minoranze nazionali sono concentrate; tutte le
minoranze nazionali debbono avere la libertà di sviluppare la loro
lingua scritta e parlata e di mantenere o riformare i loro costumi,
le loro tradizioni e le loro fedi religiose; il governo popolare
centrale deve assistere tutte le minoranze nazionali nello sviluppo
del loro lavoro di edificazione politica, economica, culturale e
educativa.
Tutte le nazionalità del nostro paese, ad
eccezione di quelle del Tibet e di Taiwan, sono state liberate.
Sotto la direzione unica del governo popolare centrale e la diretta
guida delle istanze superiori del governo popolare, tutte le
minoranze nazionali hanno pienamente ottenuto il diritto
all’eguaglianza nazionale ed hanno esercitato o stanno esercitando
le loro autonomie locali.
Affinché le influenze delle forze
imperialiste aggressive nel Tibet fossero eliminate con successo,
l’unificazione del territorio e la sovranità della Repubblica
popolare di Cina fossero realizzate e la difesa nazionale
salvaguardata; affinché la nazione ed il popolo tibetano potessero
essere liberi e ritornare nella grande famiglia della Repubblica
popolare di Cina per godere gli stessi diritti di parità nazionale
con tutte le altre nazionalità nel paese e sviluppare il loro lavoro
politico, economico, culturale e educativo, il governo popolare
centrale, quando ordinò all’esercito popolare di liberazione di
marciare sul Tibet, invitò il locale governo ad inviare delegati
alle autorità centrali con il compito di svolgere trattative per la
conclusione di un accordo sulle misure per la pacifica liberazione
del Tibet.
Negli ultimi giorni dell’aprile 1951
giunsero a Pechino plenipotenziari del governo locale del Tibet. Il
governo popolare centrale nominò i propri plenipotenziari per
svolgere le trattative su una base amichevole con i delegati del
governo locale del Tibet. In seguito alle trattative, entrambe le
parti hanno concordato di stipulare il seguente accordo e di
assicurarne l’applicazione:
1)
Il popolo tibetano deve unirsi e
scacciare le aggressive forze imperialiste dal Tibet; il popolo
tibetano deve ritornare nella grande famiglia comune – la Repubblica
popolare di Cina.
2)
Il governo locale del Tibet deve
favorire l’ingresso dell’esercito popolare di liberazione nel Tibet
e il consolidamento delle difese nazionali.
3)
In conformità alla politica verso le
nazionalità stabilita nel comune programma della Conferenza politica
consultiva del popolo cinese, il popolo tibetano ha diritto
all’autonomia locale sotto la direzione unificata del governo
popolare centrale.
4)
Le autorità centrali non modificheranno
l’esistente sistema politico nel Tibet. Le autorità centrali non
modificheranno lo status, le funzioni ed i poteri del Dalai
Lama. I funzionari di vario grado occuperanno le loro antiche
cariche, come in passato.
5)
Lo status, le funzioni ed i poteri del
Pancen Ngoerthtehni saranno conservati.
6)
Per status, funzioni e poteri del
Dalai Lama e del Pancen Ngoerthtehni si intendono quello
status, quelle funzioni e quei poteri del XIII Dalai Lama e
del IX Pancen Ngoerthtehni, quando essi erano in amichevoli
relazioni.
7)
La politica di libertà di fede religiosa
stabilita nel programma comune della Conferenza consultiva politica
del popolo cinese sarà attuata. Le fedi religiose, i costumi e le
tradizioni del popolo tibetano saranno rispettati ed i monasteri del
Lama saranno protetti. Le autorità centrali non apporteranno
mutamenti ai redditi dei monasteri.
8)
Le truppe tibetane saranno
riorganizzate, gradatamente, nell’esercito popolare di liberazione e
diverranno parte delle forze nazionali di difesa della Repubblica
popolare di Cina.
9)
La lingua parlata e scritta e
l’educazione scolastica della nazionalità tibetana saranno
sviluppate in conformità alle attuali condizioni del Tibet.
10)
L’agricoltura, l’allevamento del
bestiame, l’industria ed il commercio del Tibet saranno sviluppati
gradualmente ed il tenore di vita del popolo sarà migliorato in
conformità alle attuali condizioni del Tibet.
11)
Nelle questioni attinenti alle varie
riforme nel Tibet, non vi sarà imposizione da parte delle autorità
centrali. Il governo locale del Tibet attuerà le riforme di propria
volontà e, quando il popolo avanzerà le relative richieste, esse
saranno soddisfatte previa consultazione con il personale dirigente
del Tibet.
12)
I funzionari già filo-imperialisti e
filo-Kuomintang che finora hanno risolutamente rotto i rapporti con
l’imperialismo e con il Kuomintang e non svolgono sabotaggio o
oppongono resistenza potranno continuare ad occupare le loro antiche
cariche, indipendentemente dal loro passato.
13)
L’esercito popolare di liberazione
entrando nel Tibet, si atterrà alla suddetta politica, dovrà essere
equo in tutti gli acquisti e le vendite e non dovrà arbitrariamente
impossessarsi di alcuna cosa che appartenga al popolo.
14)
Il governo popolare centrale avrà la
responsabilità centrale dei rapporti con l’estero del Tibet, il
quale dovrà pacificamente coesistere con i paesi confinanti,
istituire e sviluppare eque relazioni commerciali con essi sulla
base dell’eguaglianza, del reciproco vantaggio e del mutuo rispetto
del territorio e della sovranità.
15)
Al fine di assicurare l’attuazione di
questo accordo, il governo popolare centrale costituirà nel Tibet un
comitato militare ed amministrativo ed un quartier generale della
zona militare. Indipendentemente dal personale inviato dal governo
popolare centrale, sarà assunto personale tibetano nella massima
quantità possibile. Il personale tibetano locale, che farà parte del
comitato militare ed amministrativo, potrà includere gli elementi
patriottici del governo locale del Tibet, dei vari distretti e dei
principali monasteri. La lista dei nomi sarà stabilita previa
consultazione fra i rappresentanti designati dal governo popolare
centrale ed i vari circoli interessati e sarà sottoposta al governo
popolare centrale per la nomina.
16)
I fondi occorrenti al comitato militare
ed amministrativo, al Quartier generale della zona militare ed
all’esercito popolare di liberazione che entra nel Tibet saranno
forniti dal governo popolare centrale. Il governo locale del Tibet
assisterà l’esercito popolare di liberazione nell’acquisto e nel
trasporto degli alimenti, dei foraggi e dei beni di consumo
quotidiani.
17)
Questo accordo entrerà in vigore
immediatamente dopo l’apposizione delle firme e dei sigilli.
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