USA-CINA: DALAI LAMA,
OSPITE SCOMODO DELL'OCCIDENTE
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AGI) -
Roma, 17 ott. - Tenzin Gyatson, il Dalai Lama in esilio
dal 1959 e Nobel per la Pace nel 1989, e' stato spesso un
ospite scomodo per le minacce della Cina di bloccare i
rapporti commerciali con i Paesi che lo hanno accolto. La
sua visita alla Casa Bianca ha fatto infuriare Pechino,
che ha ventilato ripercussioni nei rapporti bilaterali con
gli Stati Uniti. In Italia, solo Silvio Berlusconi e Oscar
Luigi Scalfaro lo ricevettero nel 1994. Romano Prodi un
anno fa non lo ha ricevuto. Il Dalai Lama sara', invece,
in visita a Torino il 16 dicembre su invito
dell'associazione Comuni, Province, Regioni per il Tibet e
diventera' cittadino onorario della citta' dopo
l'approvazione all'unanimita' di una mozione presentata
dal deputato di Alleanaza nazionale, Agostino Ghiglia.
Non e' la prima volta che l'accoglienza riservata al
Dalai Lama fa infuriare Pechino: il 23 settembre la Cina
aveva protestato duramente per l'incontro con il
cancelliere tedesco Angela Merkel, a Berlino, e aveva
annullato la partecipazione a una conferenza a Monaco di
Baviera sulla lotta alle contraffazioni. Nel 2002 la Cina
protesto' anche con il governo australiano che aveva
accolto il Dalai Lama, in visita a maggio. (AGI)
George
W. Bush vede il Dalai Lama.
Pechino «fortemente offesa»

Il
Dalai Lama incontra il presidente degli Stati Uniti
George W. Bush. Un colloquio in forma privata, niente di
ufficiale, ma quanto basta per scatenare le ire della
Cina. La visita del capo dei buddisti tibetani alla Casa
Bianca è stata vista come una «madornale ingerenza negli
affari interni cinesi», per usare le parole del
portavoce del ministero degli Esteri di Pechino, Liu
Jianchao. «La Cina – ha aggiunto – è fortemente offesa
per quanto è accaduto», e ha sollecitato con fermezza
l´amministrazione americana «a correggere simili
trasgressioni, e a cessare di interferire in qualsiasi
modo negli affari interni della Cina».
Pechino non manda giù non solo il faccia a faccia tra
Bush e il leader tibetano in esilio, ma pure la Medaglia
d'Oro, massima onorificenza civile statunitense, che è
stata dedicata al Dalai Lama. Un riconoscimento pubblico
che rischia di incrinare i rapporti tra Stati Uniti e la
Cina, che considera la guida spirituale tibetana «un
rifugiato politico impegnato in attività secessioniste
sotto la copertura religiosa», come l´ha definito il
portavoce del ministero degli Esteri cinese.
La questione, naturalmente, non turba il Dalai Lama, che
ha liquidato le ire di Pechino con una battuta e una
risata: «Succede tutte le volte», ha detto ridendo. E ha
aggiunto che con Bush ormai «ci conosciamo, e abbiamo
creato, credo, una vera profonda amicizia: è come una
riunione di famiglia». Anche Bush ha sottolineato che si
tratta di una questione privata: «Il Dalai Lama non è in
visita come politico, ma come autorità religiosa». Ma
per Pechino, il premio Nobel per la Pace (lo ha ricevuto
nel 1979) è molto più che un autorità morale e
religiosa: è il simbolo del Tibet che chiede autonomia,
è un separatista, una minaccia alla sovranità che la
Cina si è conquistata a colpi di carri armati e
repressione.
www.unità.it
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Medaglia a
Dalai Lama,"Fatto grave"
Cina a
Usa: "E' un'interferenza"
Duro attacco della
Cina agli Stati Uniti per la decisione del Congresso di
Washington di premiare con la medaglia d'oro il Dalai
Lama, il leader tibetano che vive in esilio dal 1959. Per
Perchino il Dalai Lama è "un pericoloso separatista".
Grave anche, secondo il governo cinese, il fatto che il
presidente Bush abbia ricevuto in privato il leader
tibetano, bollato come "un atto di grave interferenza
negli affari cinesi".
Bush non ha
incontrato il Dalai Lama nello Studio Ovale bensì nel suo
appartamento privato alla Casa Bianca per sottolineare il
carattere privato dell'incontro. La Casa Bianca non ha
dato dettagli sul colloquio e non ha diffuso immagini.
L'incontro non era neanche menzionato nel programma
odierno del presidente.
La Casa Bianca era
consapevole delle proteste della Cina, ha detto un
portavoce, sottolineando che il Dalai Lama e' stato
ricevuto "non come capo di stato ma come leader
spirituale". E oggi il presidente Bush parteciperà al
Congresso ad una cerimonia per la consegna della Medaglia
d'Oro al Dalai Lama (la massima onorificenza civile data
dal Congresso).
La cautela di Bush è
stata provocata dalla aggressività con cui la Cina ha
protestato per l'incontro, definito da Pechino "una
ingerenza negli affari cinesi" ed una "violazione delle
norme internazionali". "Chiediamo solennemente che
l'incontro sia cancellato", hanno chiesto le autorità di
Pechino. Ma la Casa Bianca ha respinto le accuse.
''Comprendiamo le preoccupazioni di Pechino - ha detto un
portavoce - Ma non si tratta assolutamente di una
ingerenza: il Dalai Lama non e' ricevuto come un capo di
stato ma come un leader spirituale''.
Il Dalai Lama, che
ha ricevuto il Nobel per la Pace nel 1989, è accusato da
Pechino di voler mettere a repentaglio la integrità
territoriale della Cina sostenendo la causa della
indipendenza del Tibet, occupato nel 1951 dalle forze
armate cinesi. La irritazione di Pechino per la visita a
Washington del Dalai Lama è moltiplicata dal fatto che
l'esponente religioso riceverà al Congresso la "Medaglia
d'Oro del Congresso", la massima onorificenza civile da
parte del Parlamento Usa. In passato lo stesso
riconoscimento è andato a figure come George Washington
(1776), Madre Teresa (1997) e Nelson Mandela (1998).
tgcom |