TIBET: PECHINO ALL'UE, NON DARE SEGNALI SBAGLIATI

Pechino mette in guardia l'Unione Europea affinche' non mandi "segnali sbagliati" ai sostenitori del Dalai Lama. Spero che "l'Europa non adotti un doppio standard" su questa vicenda, ha detto il portavoce del ministero degli esteri cinese, Qin Gang, "e sappia distinguere il giusto dallo sbagliato, condannando i criminali".
  L'avvertimento arriva alla vigilia della riunione informale dei ministri degli Esteri dell'Ue, che si terra' domani e dopodomani a Brdo, in Slovenia.
  Il portavoce ha aggiunto che la rivolta in Tibet e in altre zona in cui e' presente la popolazione tibetana e' stata "una lezione" per il gigante asiatico. "Gli incidenti in Tibet sono stati un evento triste, pero' in un certo senso ne puo' derivare qualcosa di buono, perche' da essi possiamo apprendere una lezione". Nel corso della consueta conferenza stampa, il portavoce del ministero degli Esteri, e' tornato a criticare la copertura data dalle stampa straniera sulla rivolta: Qin ha assicurato che il Tibet "non e' un'Europa medioevale", alludendo all'immagine della regione data dai media internazionale, e ha sostenuto invece che si sta emancipando e che i gruppi tibetani, monaci compresi, godono di liberta'.(AGI) - Pechino, 27 mar. -


Pechino 2008: i politici verso il boicottaggio
(AGM-DS) - 27/03/2008 15.56.03 - (AGM-DS) - Milano, 27 marzo - Il rischio che parecchi Paesi europei e non solo boicottino le Olimpiadi di Pechino 2008 non e` per niente concreto. Lo scenario delle rivolte in Tibet represse in modo autoritario dalle autorita` cinesi non e` passato inosservato e ha suscitato le reazioni di tutto il mondo politico, ma non sembra poter portare a un massiccio rifiuto a partecipare da parte delle Federazioni di tutto il mondo. Pare comunque che saranno in molti a disertare la cerimonia di apertura dei Giochi estivi dell`8 agosto prossimo, per non `mescolare` sport e politica.

Il primo a dichiarare la sua probabile rinuncia e` stato il presidente francese Nicolas Sarkozy, che ha ribadito il concetto anche oggi nel corso di un incontro a Londra con il primo ministro inglese Gordon Brown. Quest`ultimo ha invece assicurato la sua presenza a Pechino, ma non altrettanto hanno fatto sempre oggi il premier polacco Donald Tusk, seguito a breve distanza dai ministri degli Esteri cipriota e danese. `La mia opinione e` chiara - ha detto Tusk - la presenza di esponenti politici all`inaugurazione dei Giochi mi sembra inopportuna`. `Le Olimpiadi devono restare fuori dall`ambito della politica: sono due questioni indipendenti`, ha aggiunto il ministro cipriota Kyprianou. Il collega degli Esteri danese, Per Stig Moeller, ha spiegato il concetto: `Abbiamo ascoltato il Dalai Lama dire di essere contrario a un boicottaggio: perche` allora io dovrei essere piu` `dalai lama` del Dalai Lama?`.

Resta la volonta` da parte del mondo politico di trovare una soluzione alla pesante situazione del Tibet, da settimane teatro di scontri durissimi tra forze di polizia legate al Governo centrale cinese e i manifestanti che chiedono piu` autonomia per la regione. `Bisogna intavolare un dialogo che permetta di trovare una soluzione pacifica`, ha concluso il ministro cipriota.

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Botta e risposta Brown-Sarkozy: «Io vado A CERIMONIA DI APERTURA», «Io forse no»

Olimpiadi: boicottaggio, l'Europa si divide

Vertice Ue nel fine settimana. Tibet: i monaci buddisti manifestano davanti ai giornalisti stranieri

 

LONDRA - L'Europa si sta spaccando sull'eventuale rinuncia da parte dei leader politici continentali a presenziare alla cerimonia di apertura delle Olimpiadi il prossimo 8 agosto a Pechino. Dopo che il presidente Usa, George W. Bush, ha la scorsa settimana ribadito che sarà nella capitale cinese, ancora una volta l'Europa rischia di andare in ordine sparso.

SARKOZY-BROWN - A Londra, per esempio, al vertice franco-britannico è stata espressa una differenza di opinioni che avviene raramente in ambito diplomatico, soprattutto in occasione di una conferenza stampa congiunta di due Paesi alleati. Il primo ministro britannico Gordon Brown ha detto che parteciperà alla cerimonia di apertura delle Olimpiadi. Di fianco a lui il presidente francese Nicolas Sarkozy ha ribadito la sua posizione, cioè che non può escludere il boicottaggio della cerimonia di apertura, ma consulterà gli altri Paesi dell'Unione europea prima di prendere una decisione in merito. Dal prossimo 1° luglio, infatti, la Francia assumerà la presidenza di turno dell'Ue.

CHI VA E CHI NO - In questo contesto, Cipro e Danimarca hanno escluso giovedì ogni tipo di boicottaggio delle Olimpiadi con dichiarazioni ufficiali dei rispettivi ministri degli Esteri. Invece il presidente dell'Estonia, Toomas Hendrik, ha annunciato che non andrà alla cerimonia di apertura per «impegni precedenti» e non per la questione del Tibet. Il primo ministro della Polonia Donald Tusk e il presidente della Rep. Ceca Vaclav Havel avevano già detto che non sarebbero andati a Pechino a causa delle repressione cinese in Tibet. Il vice premier del Belgio, Didier Reynders, non esclude il boicottaggio della cerimonia di apertura. «Non è un'opzione che prendiamo in considerazione oggi, la nostra posizione ufficiale è chiara e non è cambiata. Ma non si può mai escludere il peggio». Sempre in Belgio, il ministro dello Sport delle Fiandre ha detto che boicotterà la cerimonia dell'8 agosto perché «potrebbe essere utilizzata a fini propagandistici».

VERTICE - Ed è la Polonia a premere per una posizione più dura nei confronti della Cina nel corso del vertice dei ministri degli Esteri dell'Ue che si terrà venerdì e sabato a Brdo (Slovenia). Tra gli altri temi, i capi delle diplomazie europee hanno in agenda anche il Tibet e le Olimpiadi. «La Polonia è una media potenza e e non vuole fare la prima della classe, ma la mia valutazione è molto chiara: la presenza di politici all'inaugurazione dei Giochi sembra inappropriata», ha dichiarato Tusk. Il ministero degli Esteri di Varsavia ha fatto sapere che sono allo studio iniziative per sollecitare l'Ue ad assumere «un maggiore interesse nel problema» Tibet.

MANIFESTAZIONE A LHASA - Un gruppo di monaci tibetani ha manifestato davanti ai giornalisti stranieri portati dal ministero degli Esteri cinese in visita a Lhasa. Lo ha detto all'Ansa uno dei partecipanti al viaggio, secondo il quale i monaci hanno strillato «libertà, libertà». In precedenza l'agenzia Nuova Cina aveva scritto che la visita dei giornalisti stranieri era stata «interrotta da un gruppo di monaci al tempio di Jokhang» ma che era «ripresa» poco dopo. Le censura cinese ha interrotto una trasmissione della rete televisiva Bbc, mentre venivano mostrate alcune immagini di Lhasa girate nel corso del viaggio da un cameraman dell'agenzia Aptn. L'unico giornalista europeo che è stato inviato a partecipare alla visita è uno dei corrispondenti da Pechino del quotidiano britannico Financial Times.

«SIAMO PRIGIONIERI» - I monaci hanno detto ai giornalisti di essere prigionieri nel tempio dal 10 marzo, inizio del nuovo ciclo di proteste da parte tibetani. I principali monasteri di Lhasa, dai quali sono partite le proteste, sono stati circondati dalla polizia armata tra il 10 e l'11 marzo. Da allora le autorità cinesi non hanno risposto alle domande sulla situazione nei templi, in particolare quelli di Drepung, Sera e Ganden, dove si sono svolte le manifestazioni più massicce, preferendo concentrarsi sulle violenze del 14 marzo, quando giovani tibetani hanno attaccato immigrati cinesi uccidendone, secondo il governo, diciotto. Esuli tibetani hanno in seguito affermato più volte che il blocco dei monasteri proseguiva e che si erano verificate difficoltà per i rifornimenti di cibo ai monaci. Alcune fonti hanno affermato che un monaco è addirittura morto di fame nel monastero di Ramoche, a Lhasa.

 


TIBET: ANGELA MERKEL NON SARA' A CERIMONIA DI APERTURA DELLE OLIMPIADI

Berlino, 28 mar. - (Adnkronos/Dpa) -

Il cancelliere tedesco Angela Merkel non sara' alla cerimonia di apertura dei Giochi Olimpici a Pechino. Ad annunciarlo oggi e' stato il ministro degli ESteri tedesco, Frank-Walter Steinmeier, precisando pero' che questo non va inteso come un boicottaggio, in quanto al momento non era comunque stata prevista una partecipazione ne' della Merkel, ne' dello stesso Steinmeier ne' del ministro dell'Interno, Wolfgang Schaeuble.

 A Berlino, il vice portavoce governativo Thomas Steg ha confermato che "Angela Merkel non ha mai programmato una sua presenza alle Olimpiadi, alla cerimonia di inaugurazione o agli eventi sportivi". Per Steinmeier in ogni caso "questo non e' il momento giusto per parlare di un boicottaggio dei Giochi Olimpici...dobbiamo vedere come il governo cinese gestisce la situazione nelle prossime settimane e nei prossimi mesi".

(Ses/Pn/Adnkronos)