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SCRITTURA E PRONUNCIA DI VOCABOLI TIBETANI E INDIANI E NOTA SULLA TRASLITTERAZIONE DEI VOCABOLI CINESI

 

Nella trascrizione delle espressioni e dei termini tibetani seguo i principi stabiliti da Luciano Petech.

La lettera š si pronuncia sc (di pesce), la lettera z come la s nel vocabolo inglese leisure.

I suoni finali dolci (g, j, d, b, dz) in principio di parola (cioè di sillaba) in linea di massima vengono pronunciati aspri (k, c, t, p, ts) e con tono piuttosto basso. Le lettere prefisso che precedono (g, d, b, m, a) o seguono la prima lettera (r, l, s) come consonanti iniziali non si pronunciano (eccezione: lha, che si pronuncia hla), però conservano il valore originario dei suoi terminali dolci; così mentre gan si pronuncia kang, sgan si pronuncia gang.

I suoni y, r ed l posti dopo le consonanti iniziali provocano alcune modificazioni. Pya, p’ya e bya acquistano un suono palatale, cioè si pronunciano cia e gia, mya si pronuncia nya. Kra, tra e pra si pronunciano tutti e tre t’a; gra, dra e bra si pronunciano da; sra si pronuncia sa. Quando l segue una consonante il suono di quest’ultima scompare: bla-ma si pronuncia lama; rlun si pronuncia lung: eccezione: zla, che si pronuncia da.

D, l ed s finali sono mute, però provocano addolcimento della vocale; brgyad, rgol e lus si pronunciano gyä, gö e . Anche n dà luogo a addolcimento, però il suo suono non scompare: brtsan si pronuncia tsän.

Nei nomi indiani ecc., in assenza di altra indicazione le vocali si pronunciano come nella trascrizione latina della pronuncia tedesca. Però i segni r e l indicano vocali sillabiche (come er, el in Vater, Engel) con una leggera i terminale, ā, ī, ū sono le corrispondenti vocali lunghe. Le aspirate si pronunciano con una rapida aspirazione successiva chiaramente udibile. La n suona come la ng o la n davanti a k, g. La c si pronuncia come in cento, la j come la j inglese di justice, la ñ come la gn francese; t, d, n ed s si pronunciano t, d, n, s ma con la punta della lingua curvata indietro. La y e la v si pronunciano come j e w (ma un po’ verso la w inglese), la ś suona pressappoco come in francese chéri; la s è sempre aspra; la h ha un leggero suono aspirato atono, m ricorda la n francese di Jean.

Per i termini cinesi, ho utilizzato il sistema di traslitterazione “Pinyin.